Queste nove manifestazioni di Shakti sono venerati come Nava-Durga.
Complessivamente e soprattutto nell’India meridionale, si suole suddividere questi nove giorni di celebrazione della Shakti, nelle forme di Durga, Lakshmi e Saraswati.
I primi tre giorni sono dedicati alla dea Durga (colei che è difficile da vincere), nel suo aspetto distruttivo, al fine di aiutare l’essere umano a liberarsi dai demoni, le forze che lo spingono verso le proprie tendenze e abitudini negative.
In questi giorni è utile recitare Durgapath, i 32 nomi della Dea.
Navaratri è, infatti, anche e soprattutto un periodo di introspezione e purificazione, in cui il ricercatore spirituale ha l’opportunità di unire il suo sforzo personale di crescita con l’enorme energia sprigionata dalla comune volontà di cambiamento e trasformazione.
In questo periodo per un ricercatore è utile dedicarsi, nel silenzio, alla meditazione.

Grazie alla purificazione conseguita con lo sforzo personale e la grazia di Durga, l’individuo può infine accogliere i doni (pace, prosperità, purezza) della Divinità, che appare nelle sembianze di Lakshmi, la dea dell’abbondanza, celebrata nei successivi tre giorni.
In questo periodo sarà utile offrire oblazioni rituali al fuoco e recitare il Lakshmi Gayatri mantra.
Tuttavia, ciò che finora si è raggiunto grazie alla divinità nelle sue forme di Durga e Lakshmi è solo preparatorio e riguarda la sfera dell’ignoranza, ovvero ciò che appartiene all’esterno dell’individuo e non alla sua vera essenza, al suo Sé.
Per raggiungere la vera unione con la divinità, la vera saggezza o verità, è necessario il dono della conoscenza che la Dea, nelle sembianze di Saraswati, offre a coloro che hanno percorso l’intero sentiero verso il risveglio e la liberazione.
Attraverso la devozione e il culto a Saraswati, l’essere umano ottiene infatti la piena conoscenza del Sé e, attraverso la purificazione e la conoscenza, sarà libero dalla ruota delle rinascite.
Usanza vuole che, il nono giorno di Navaratri, utensili da lavoro, strumenti per suonare, libri, vengono portati sull’altare come offerta alla Devi, che restituirà saggezza e conoscenza.
Il decimo giorno, il Vijaya Dashami, o Dussehra è “il giorno della vittoria”, e rappresenta il risveglio dell’individuo attraverso la conoscenza per grazia di Saraswati.

